Giorno del Ricordo a Spinazzola: «Ricordare significa dare voce alle storie di coraggio»
La nota di ViviAmo Spinazzola
martedì 10 febbraio 2026
14.54
«Oggi celebriamo la memoria come atto di responsabilità e di coscienza collettiva. Ricordare significa dare voce alle storie di coraggio, a chi ha scelto di stare dalla parte dell'umanità anche quando farlo comportava rischi enormi. In questa giornata abbiamo voluto rendere omaggio alla figura di Giovanni Palatucci, questore a Fiume, che durante gli anni più bui della nostra storia salvò centinaia di ebrei dalla morte certa, anteponendo il senso di giustizia e la dignità umana a ogni altra considerazione», si legge nella nota del gruppo ViviamoSpinazzola.
«Accanto alla sua storia, i ragazzi del Liceo Linguistico e dell'Istituto Professionale di Spinazzola hanno dato un contributo prezioso con una ricerca che ha riportato alla luce una vicenda locale poco conosciuta ma altrettanto significativa. Tra il 1943 e il 1945, un frate e un cittadino di Spinazzola, aiutati da altri concittadini, riuscirono a mettere in salvo l'intera comunità portando in campagna e facendo brillare due ordigni bellici che i militari tedeschi avevano collocato nei magazzini pubblici della città».
«Una storia di coraggio silenzioso che crea un legame profondo tra l'esperienza di Palatucci e quella dei nostri concittadini: uomini che, in nome del bene comune e della comunità, hanno scelto ciò che era giusto, andando contro quella che all'epoca era la legge. Ricordare è un dovere. Ricordare è un atto d'amore verso la nostra comunità», così termina la nota.
«Accanto alla sua storia, i ragazzi del Liceo Linguistico e dell'Istituto Professionale di Spinazzola hanno dato un contributo prezioso con una ricerca che ha riportato alla luce una vicenda locale poco conosciuta ma altrettanto significativa. Tra il 1943 e il 1945, un frate e un cittadino di Spinazzola, aiutati da altri concittadini, riuscirono a mettere in salvo l'intera comunità portando in campagna e facendo brillare due ordigni bellici che i militari tedeschi avevano collocato nei magazzini pubblici della città».
«Una storia di coraggio silenzioso che crea un legame profondo tra l'esperienza di Palatucci e quella dei nostri concittadini: uomini che, in nome del bene comune e della comunità, hanno scelto ciò che era giusto, andando contro quella che all'epoca era la legge. Ricordare è un dovere. Ricordare è un atto d'amore verso la nostra comunità», così termina la nota.