j.jpg)
Fiera del Levante, Paolicelli: «Promuovere è un mestiere diverso dal produrre»
Produttori e istituzioni a confronto sull’eccellenza accessibile, tra manualità, innovazione e nuovi mercati per Pugliosità
martedì 22 settembre 2026
Comunicato Stampa
«Promuovere è un mestiere diverso dal produrre». Con queste parole Francesco Paolicelli, Assessore regionale all'Agricoltura, ha sintetizzato lo spirito del primo appuntamento di Pugliosità.
Ieri, 21 settembre, nella Sala 8 del Centro Congressi, all'interno della Campionaria, è stata apparecchiata "una bella tavola", la cui portata principale è stata l'eccellenza accessibile, attorno alla quale produttori e istituzioni si sono riuniti per interrogarsi su come rendere la qualità pugliese davvero democratica, senza rinunciare al piacere della tavola. A moderare "i commensali", ci ha pensato Giancarlo Fiume, Caporedattore del TG3 Puglia.
Tra le soluzioni proposte dai produttori, la possibilità di organizzare un evento dedicato al food anche a Bari, sulla scia dei più famosi Cibus e TuttoFood. La risposta del Presidente Gaetano Frulli, tra i relatori del convegno, è stata sicura e incisiva: «Non replichiamo ciò che c'è già, ma lavoriamo su format nuovi, facendo sistema», con riferimento all'organizzazione di manifestazioni che prevedono gli incoming di buyer che possano anche visitare direttamente le aziende.
La burrata Deliziosa che conquista il mondo
Ad aprire il confronto è stato Giovanni D'Ambruoso di Delizia S.p.A., che ha raccontato la crescita esponenziale della burrata: «Abbiamo investito in tecnologia per dare maggiore shelf life al prodotto, ma senza toccare la manualità: la nostra burrata è fatta ancora a mano».
Sedicimila metri quadrati di stabilimenti, 420 persone impiegate e una scuola aperta per formare nuove risorse: la crescita, ha spiegato, passa da prodotto, manualità e spazi, oltre che da quasi 500 aziende pugliesi fornitrici di latte.
Tradizione e innovazione nel tarallo Fiore
Annalisa Fiore, alla guida di Fiore di Puglia, ha raccontato invece come la tradizione di famiglia, giunta alla quarta generazione, si coniughi con l'industrialità e con il turismo esperienziale nelle visite aziendali. Il riconoscimento come prodotto dell'anno, sia per il tarallo tradizionale che per quello senza glutine, si affianca oggi a un progetto con Parmigiano Reggiano che ha portato all'azienda un premio come new entry tra i brand awards.
L'idroponica Lapietra al servizio del sapore
Sul fronte agricolo, il racconto di Vincenzo Lapietra (F.lli Lapietra) ha messo al centro l'idroponica: «Diamo alla pianta solo ciò che cerca. L'acqua viene arricchita con sali minerali, dando luogo a un pomodoro particolarmente saporito».
Una domanda che supera l'offerta, ha spiegato, e un vantaggio competitivo legato al fotovoltaico e alla vicinanza del primo mercato di sbocco, la Puglia stessa: superare i confini regionali significherebbe subire il peso dei costi di trasporto sul prezzo finale.
Il vino come famiglia per Cantine Paolo Leo, il prezzo come sfida
Nicola Leo, enologo delle Cantine Paolo Leo, ha parlato di un'azienda che si pensa come "famiglia di vino", dove le decisioni si prendono insieme.
All'estero il Primitivo resta il traino, seguito da Negroamaro DOC Salice e Susumaniello, ma la vera sfida è leggere correttamente i mercati, ciascuno con gusti differenti. Sul tema del prezzo, Leo è stato netto: il consumatore non accetta aumenti nemmeno minimi, e sono margini che le aziende finiscono per erodere dai propri conti.
Da qui l'idea di un'eccellenza accessibile intesa come vino di qualità per tutte le tasche, accanto a prodotti più ambiziosi capaci di fare da leva turistica.
L'olio Pantaleo come farmaco
Nicola Pantaleo, alla guida dell'omonima azienda olearia, ha invece acceso i riflettori sulla necessità di una categoria di EVO d'alta qualità, che permetta al consumatore di riconoscere ed apprezzare fruttato, amaro e piccante: «L'olio evo eccellente può essere considerato un farmaco». La chiave, ha aggiunto, sta anche nel guardare all'innovazione per ottimizzare risorse e pratiche agronomiche.
Ieri, 21 settembre, nella Sala 8 del Centro Congressi, all'interno della Campionaria, è stata apparecchiata "una bella tavola", la cui portata principale è stata l'eccellenza accessibile, attorno alla quale produttori e istituzioni si sono riuniti per interrogarsi su come rendere la qualità pugliese davvero democratica, senza rinunciare al piacere della tavola. A moderare "i commensali", ci ha pensato Giancarlo Fiume, Caporedattore del TG3 Puglia.
Tra le soluzioni proposte dai produttori, la possibilità di organizzare un evento dedicato al food anche a Bari, sulla scia dei più famosi Cibus e TuttoFood. La risposta del Presidente Gaetano Frulli, tra i relatori del convegno, è stata sicura e incisiva: «Non replichiamo ciò che c'è già, ma lavoriamo su format nuovi, facendo sistema», con riferimento all'organizzazione di manifestazioni che prevedono gli incoming di buyer che possano anche visitare direttamente le aziende.
La burrata Deliziosa che conquista il mondo
Ad aprire il confronto è stato Giovanni D'Ambruoso di Delizia S.p.A., che ha raccontato la crescita esponenziale della burrata: «Abbiamo investito in tecnologia per dare maggiore shelf life al prodotto, ma senza toccare la manualità: la nostra burrata è fatta ancora a mano».
Sedicimila metri quadrati di stabilimenti, 420 persone impiegate e una scuola aperta per formare nuove risorse: la crescita, ha spiegato, passa da prodotto, manualità e spazi, oltre che da quasi 500 aziende pugliesi fornitrici di latte.
Tradizione e innovazione nel tarallo Fiore
Annalisa Fiore, alla guida di Fiore di Puglia, ha raccontato invece come la tradizione di famiglia, giunta alla quarta generazione, si coniughi con l'industrialità e con il turismo esperienziale nelle visite aziendali. Il riconoscimento come prodotto dell'anno, sia per il tarallo tradizionale che per quello senza glutine, si affianca oggi a un progetto con Parmigiano Reggiano che ha portato all'azienda un premio come new entry tra i brand awards.
L'idroponica Lapietra al servizio del sapore
Sul fronte agricolo, il racconto di Vincenzo Lapietra (F.lli Lapietra) ha messo al centro l'idroponica: «Diamo alla pianta solo ciò che cerca. L'acqua viene arricchita con sali minerali, dando luogo a un pomodoro particolarmente saporito».
Una domanda che supera l'offerta, ha spiegato, e un vantaggio competitivo legato al fotovoltaico e alla vicinanza del primo mercato di sbocco, la Puglia stessa: superare i confini regionali significherebbe subire il peso dei costi di trasporto sul prezzo finale.
Il vino come famiglia per Cantine Paolo Leo, il prezzo come sfida
Nicola Leo, enologo delle Cantine Paolo Leo, ha parlato di un'azienda che si pensa come "famiglia di vino", dove le decisioni si prendono insieme.
All'estero il Primitivo resta il traino, seguito da Negroamaro DOC Salice e Susumaniello, ma la vera sfida è leggere correttamente i mercati, ciascuno con gusti differenti. Sul tema del prezzo, Leo è stato netto: il consumatore non accetta aumenti nemmeno minimi, e sono margini che le aziende finiscono per erodere dai propri conti.
Da qui l'idea di un'eccellenza accessibile intesa come vino di qualità per tutte le tasche, accanto a prodotti più ambiziosi capaci di fare da leva turistica.
L'olio Pantaleo come farmaco
Nicola Pantaleo, alla guida dell'omonima azienda olearia, ha invece acceso i riflettori sulla necessità di una categoria di EVO d'alta qualità, che permetta al consumatore di riconoscere ed apprezzare fruttato, amaro e piccante: «L'olio evo eccellente può essere considerato un farmaco». La chiave, ha aggiunto, sta anche nel guardare all'innovazione per ottimizzare risorse e pratiche agronomiche.
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Spinazzola 





(4).jpg)