Cave di bauxite a Spinazzola
Cave di bauxite a Spinazzola
Territorio

Cave di bauxite, una geo passeggiata fra gli echi della storia

Per la Settimana del Pianeta Terra la riscoperta dell'inestimabile tesoro della terra rossa

Fra il 1950 e il 1978 rimbombavano i colpi di piccone, lo stridere metallico dei carrelli sui binari trasportatori e la vista era annebbiata da una polvere rossastra, sollevata dal lavorio incessante nella miniera.

Viene da immaginarlo così questo flashback nella storia quando ci si trova a cospetto delle Cave di bauxite di Spinazzola. Lì dove il tempo sembra essersi sopito sotto lo sguardo testimone del sole che irradia questo peculiare territorio murgiano e la costante carezza del vento che accompagna i passi e lo sguardo.

Una fotografia autentica, suggestiva si stampa davanti agli occhi con un gioco di contrasti cromatici e, fra l'effluvio delle piante del territorio, lo sguardo si perde nell'incantevole scorcio murgiano fino all'orizzonte. Hanno attratto il National Geographic, la Rai, troupe televisive e cinematografiche da tutto il mondo, sono meta di escursioni organizzate alla riscoperta delle nostre radici e quest'anno il Parco Nazionale dell'Alta Murgia le ha rese protagoniste della passeggiata geologica in occasione dell'ottava edizione della Settimana del Pianeta Terra.

Con la collaborazione del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell'Università degli Studi di Bari, ieri 10 ottobre le guide del Parco hanno condotto i visitatori e la stampa proprio sulle tracce del passato nella visita in uno dei geositi più rappresentativi della Murgia.

Le Cave di bauxite sorgono sul costone murgiano in agro di Spinazzola e hanno rappresentato, tra gli anni '50 e '80, il più importante giacimento italiano per l'estrazione della bauxite. Da qui il materiale estratto veniva trasportato al porto di Trani, invitato poi agli stabilimenti per la lavorazione di alluminio di Porto Marghera. La cava è poi andata in disuso ma si è trasformata in una autentica riserva naturale che, con la sua profondità di circa 50 metri, abbraccia lo spettatore con i toni accesi del rosso e dell'arancione che contrastano con le tonalità di verde della vegetazione tipicamente murgiana e spontanea.

Un fascino senza tempo, purtroppo spesso preda dell'inciviltà di chi vi abbandona rifiuti in maniera sconsiderata, sottrae frammenti di pietra rossa come souvenir o incide graffiti sulle rocce, come denunciato più volte da guide e residenti, che invece merita tutte le cure e l'attenzione che una importante risorsa naturalistica, geologica e paesaggistica, quali le Cave di bauxite, brama e necessita da tempo.

«Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia si è candidato per il riconoscimento di Geoparco Unesco con l'obiettivo di valorizzare tutte le forme carsiche ipogee, come gli inghiottitoi murgiani, i più profondi esistenti in tutta l'Italia meridionale, e le forme carsiche epigee, come le doline, il Pulicchio di Gravina e il Pulo di Altamura. - dichiara Francesco Tarantini, presidente del Parco - Tante saranno le iniziative per valorizzare la geodiversità partendo anche dall'educazione ambientale nelle scuole. E abbiamo portato la ricchezza del nostro territorio anche all'attenzione del Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli chiedendogli di dedicare l'emissione della prossima serie di francobolli ai geotesori dell'Alta Murgia».

Una valorizzazione possibile solo se gli echi della storia di questo territorio continueranno a spirare fra le sue rosse rocce e, assieme ai progetti di recupero e conservazione degli habitat e delle specie faunistiche, se ne potrà custodire il prezioso valore tramandandone l'attenzione anche alle future generazioni.
4 fotoGeopasseggiata alle Cave di bauxite
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