
Vita di città
Di Tullio: «La mia preoccupazione più grande non é criticare il passato, ma vedere il domani»
L’ex sindaco interviene sul possibile ritorno di Patruno alle elezioni del 2027
Spinazzola - venerdì 25 settembre 2026
10.35
Un intervento che invita a guardare oltre le contrapposizioni e le polemiche del passato. L'ex sindaco di Spinazzola Nicola Di Tullio, partendo dalle riflessioni sulla possibile ricandidatura dell'attuale sindaco Patruno, richiama la comunità alla responsabilità e alla condivisione, mettendo al centro competenze, idee e una visione concreta per il futuro del paese.
«Ho letto il post del sindaco Patruno. Sta riflettendo se mettersi di nuovo candidato, nelle parole resta scontata la sua candidatura. Io personalmente non sono contrario é una risorsa. Dopo 54 anni di lavoro in giro per il mondo, dove ho visto l'innovazione e la tecnologia cambiare la realtà di paesi diventate città, sento il dovere di parlare con franchezza. Criticare dopo l'operato svolto dell'attuale amministrazione non serve a niente: le tante risorse sono arrivate e la situazione é sotto gli occhi di tutti, c'é chi dice bene e chi dice male.
Oggi la mia preoccupazione più grande non é criticare il passato, ma vedere quello che è il domani. Chi vogliamo essere? dove vogliamo andare? Per questo rivolgo un appello accorato a quelle tante persone capaci che questo paese ha: non restate alla finestra a guardare, il paese ha bisogno di competenze, eccellenze nei vari settori. Lo stesso sindaco attuale è una risorsa, é un patrimonio di esperienza che non va perso, ma che deve integrarsi in una mentalità nuova, una visione diversa, dove l'obbiettivo deve essere condiviso, non da una minoranza che vince ma da tutto il paese PRIMA delle votazioni. L'essere uno contro l'altro non ha portato nessun risultato.
Questa volta il voto non può essere un favore ad amici o parenti. Dobbiamo pretendere un serio Accordo di Programma, un patto scritto e vincolante per lo sviluppo economico e contro lo spopolamento. Solo unendo le persone di valore attorno a idee innovative daremo un futuro sicuro alla nostra comunità, figli e nipoti. Ripeto non é questione di destra o sinistra, tra poco saremo meno di 5000 persone, abbandoniamo il pensiero che io valgo più degli altri,o dare in mano il paese a gente che si riunisce per il gusto di far fuori il presente, senza avere le idee chiare per il futuro. Basta, troviamo insieme i veri valori della crescita necessaria e desiderata da chi rischia ogni giorno il suo lavoro. Troviamo il filo della condivisione non per aver ragione da soli ma per sbagliare insieme».
«Ho letto il post del sindaco Patruno. Sta riflettendo se mettersi di nuovo candidato, nelle parole resta scontata la sua candidatura. Io personalmente non sono contrario é una risorsa. Dopo 54 anni di lavoro in giro per il mondo, dove ho visto l'innovazione e la tecnologia cambiare la realtà di paesi diventate città, sento il dovere di parlare con franchezza. Criticare dopo l'operato svolto dell'attuale amministrazione non serve a niente: le tante risorse sono arrivate e la situazione é sotto gli occhi di tutti, c'é chi dice bene e chi dice male.
Oggi la mia preoccupazione più grande non é criticare il passato, ma vedere quello che è il domani. Chi vogliamo essere? dove vogliamo andare? Per questo rivolgo un appello accorato a quelle tante persone capaci che questo paese ha: non restate alla finestra a guardare, il paese ha bisogno di competenze, eccellenze nei vari settori. Lo stesso sindaco attuale è una risorsa, é un patrimonio di esperienza che non va perso, ma che deve integrarsi in una mentalità nuova, una visione diversa, dove l'obbiettivo deve essere condiviso, non da una minoranza che vince ma da tutto il paese PRIMA delle votazioni. L'essere uno contro l'altro non ha portato nessun risultato.
Questa volta il voto non può essere un favore ad amici o parenti. Dobbiamo pretendere un serio Accordo di Programma, un patto scritto e vincolante per lo sviluppo economico e contro lo spopolamento. Solo unendo le persone di valore attorno a idee innovative daremo un futuro sicuro alla nostra comunità, figli e nipoti. Ripeto non é questione di destra o sinistra, tra poco saremo meno di 5000 persone, abbandoniamo il pensiero che io valgo più degli altri,o dare in mano il paese a gente che si riunisce per il gusto di far fuori il presente, senza avere le idee chiare per il futuro. Basta, troviamo insieme i veri valori della crescita necessaria e desiderata da chi rischia ogni giorno il suo lavoro. Troviamo il filo della condivisione non per aver ragione da soli ma per sbagliare insieme».
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