Ferrovia Spinazzola-Barletta, una carta da giocare

Non ha dubbi la Uil: "Così per non tenere ‘in castigo’ un intero territorio"

domenica 23 luglio 2017 14.43
«Quello della Barletta-Spinazzola è il classico diritto negato ai cittadini. Il problema non sono i soldi, ma la volontà politica: le istituzioni devono mostrare con i fatti che l'obiettivo è risolvere i problemi per riagganciare tutto il territorio interessato al resto della Puglia e dell'Italia».

E' la tesi del segretario generale della Uil di Puglia e Bari Bat, Aldo Pugliese, nel commentare la possibilità che finalmente sia rilanciata la tratta ferroviaria Barletta-Spinazzola.

«La notizia dello stanziamento di 26 milioni di euro per elettrificazione ed ammodernamento è certamente positiva – dice il segretario – ma è anche vero che vanno compresi i termini della questione. Peraltro, è difficile non giustificare le perplessità di chi vuol attendere i fatti, visto che di parole in questi anni ne sono state spese tante. L'importante è che non sia una soluzione-tampone, ma che si risolva finalmente un problema che rappresenta un vero e proprio gap sociale per le popolazioni di quel territorio».

Non va dimenticata, peraltro, la valenza socio economica della tratta in questione, sia per la paventata ipotesi di fermata dinanzi all'ospedale Dimiccoli di Barletta, ma anche per la possibilità di raggiungere importanti siti archeologici come Canne e l'antica Canusium: «Sarebbe un importante impulso per tutto il territorio – aggiunge Pugliese – che peraltro insiste anche sul Parco dell'Alta Murgia. Per questo riteniamo sia fondamentale coinvolgere anche i sindaci dei Comuni interessati, per muoversi di concerto e puntare ad un'unica strategia di rilancio dell'intera zona interessata. Del resto, questo della Barletta-Spinazzola è solo un tassello del mosaico che compone il sistema trasportistico ferroviario della Puglia, che assomiglia purtroppo ad un vero e proprio colabrodo. Quanto accaduto il 12 luglio 2016 lancia ammonimenti precisi. Continuiamo a sostenere che la Regione debba immaginare una soluzione che non sia precaria: mai come ora servirebbe una risposta definitiva a queste comunità sia in termini di trasporto su gomma, sia ipotizzando finalmente un serio e continuo trasporto su ferro. Non è pensabile che un'intera comunità della nostra terra resti praticamente 'in castigo' per incapacità gestionale della cosa pubblica».