
Attualità
Casa di Comunità di Spinazzola: primi infermieri in servizio dal 15 giugno
Si sono concluse la selezione interna e il percorso formativo che ha riguardato 126 infermieri
Spinazzola - giovedì 4 giugno 2026
15.59 Comunicato Stampa
I primi 12 infermieri di famiglia e di comunità (IFOC) prenderanno servizio dal 15 giugno presso le case di comunità di Trani, Canosa, San Ferdinando e Spinazzola.
Si sono concluse la selezione interna e il percorso formativo che ha riguardato 126 infermieri: il corso ha avuto una durata di 220 ore di cui 100 ore di formazione frontale, 100 ore di formazione sul campo svolta nei distretti socio-sanitari e 20 ore per la redazione del project work.
Il ruolo dell'infermiere di famiglia è strategico: operando direttamente sul territorio, assiste, educa e supporta nella gestione delle malattie croniche, migliorando la qualità della vita delle persone, in particolare di quelle più fragili.
Questa dell'IFOC ha rappresentato una fondamentale iniziativa formativa inserita nell'ambito delle recenti linee guida regionali e nazionali per potenziare la sanità di prossimità, garantendo cure più accessibili e personalizzate ed a seguito del Protocollo di Intesa tra Asl Bt ed OPI BAT relativo al Piano formativo, licenziato dalla Regione Puglia su proposta degli OPI di Puglia e perfezionato dal Dipartimento della salute.
"L'Infermiere di Famiglia e di Comunità - spiega il Commissario Straordinario Asl Bt, Tiziana Dimatteo - rappresenta una delle figure cardine del nuovo modello di assistenza territoriale, sempre più orientato alla prossimità, alla prevenzione e alla presa in carico continuativa dei bisogni di salute dei cittadini Attraverso la presenza capillare nelle Case di Comunità e nei contesti di vita delle persone, gli IFOC contribuiscono a rafforzare il legame tra servizi sanitari, famiglie e comunità locali, favorendo percorsi assistenziali più efficaci e personalizzati".
"Desidero inoltre rivolgere un sincero ringraziamento - aggiunge Dimatteo - a tutte le aree aziendali che hanno contribuito alla progettazione e alla realizzazione del percorso formativo. Un lavoro di squadra che ha visto protagonisti la Formazione, le Professioni Sanitarie, i Distretti Socio-Sanitari, l'Area Personale, i tutor e tutti i professionisti coinvolti nelle attività didattiche e di affiancamento sul campo. Grazie al loro impegno è stato possibile accompagnare la crescita di competenze fondamentali per lo sviluppo della sanità territoriale e per una risposta sempre più vicina ai bisogni della popolazione".
Si sono concluse la selezione interna e il percorso formativo che ha riguardato 126 infermieri: il corso ha avuto una durata di 220 ore di cui 100 ore di formazione frontale, 100 ore di formazione sul campo svolta nei distretti socio-sanitari e 20 ore per la redazione del project work.
Il ruolo dell'infermiere di famiglia è strategico: operando direttamente sul territorio, assiste, educa e supporta nella gestione delle malattie croniche, migliorando la qualità della vita delle persone, in particolare di quelle più fragili.
Questa dell'IFOC ha rappresentato una fondamentale iniziativa formativa inserita nell'ambito delle recenti linee guida regionali e nazionali per potenziare la sanità di prossimità, garantendo cure più accessibili e personalizzate ed a seguito del Protocollo di Intesa tra Asl Bt ed OPI BAT relativo al Piano formativo, licenziato dalla Regione Puglia su proposta degli OPI di Puglia e perfezionato dal Dipartimento della salute.
"L'Infermiere di Famiglia e di Comunità - spiega il Commissario Straordinario Asl Bt, Tiziana Dimatteo - rappresenta una delle figure cardine del nuovo modello di assistenza territoriale, sempre più orientato alla prossimità, alla prevenzione e alla presa in carico continuativa dei bisogni di salute dei cittadini Attraverso la presenza capillare nelle Case di Comunità e nei contesti di vita delle persone, gli IFOC contribuiscono a rafforzare il legame tra servizi sanitari, famiglie e comunità locali, favorendo percorsi assistenziali più efficaci e personalizzati".
"Desidero inoltre rivolgere un sincero ringraziamento - aggiunge Dimatteo - a tutte le aree aziendali che hanno contribuito alla progettazione e alla realizzazione del percorso formativo. Un lavoro di squadra che ha visto protagonisti la Formazione, le Professioni Sanitarie, i Distretti Socio-Sanitari, l'Area Personale, i tutor e tutti i professionisti coinvolti nelle attività didattiche e di affiancamento sul campo. Grazie al loro impegno è stato possibile accompagnare la crescita di competenze fondamentali per lo sviluppo della sanità territoriale e per una risposta sempre più vicina ai bisogni della popolazione".
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