U.S.D Nuova Spinazzola nella storia: quinto posto nel campionato di Eccellenza
Un’annata tra mille difficoltà si è trasformata in un percorso di crescita. A raccontarlo è il direttore sportivo, Pino Cirasole
giovedì 23 aprile 2026
15.55
Dai dubbi sull'iscrizione a un quinto posto storico che sa di impresa. Lo Spinazzola chiude una stagione sorprendente nel campionato di Eccellenza, sfiorando i play-off. Un'annata nata tra mille difficoltà si è trasformata in un percorso di crescita, che riscrive le ambizioni del club. A raccontarlo è il direttore sportivo, Pino Cirasole, che ripercorre i momenti chiave di un campionato sorprendente.
«Siamo arrivati quasi all'ultimo giorno senza sapere se saremmo riusciti a iscrivere la squadra. I costi dell'Eccellenza sono importanti, ma grazie al sostegno dell'amministrazione e degli sponsor siamo riusciti a partire». Un progetto costruito inizialmente su una linea chiara: puntare sui giovani. Una scelta coraggiosa, con una rosa dall'età media bassa (24 anni di media) che ha però richiesto aggiustamenti in corsa.
«Abbiamo capito subito che il campionato era molto impegnativo. Con l'arrivo di nuove risorse siamo intervenuti sul mercato , nella sessione invernale, inserendo giocatori di esperienza che ci hanno permesso di alzare il livello della squadra». Ed è lì che cambia la stagione. Lo Spinazzola trova continuità, inanella una lunga serie di risultati utili e cambia marcia. «Abbiamo fatto dieci risultati consecutivi senza perdere. In quel momento abbiamo acquisito consapevolezza, scalando posizioni in classifica, e abbiamo iniziato a crederci davvero».
Determinante anche il lavoro di mister Di Domenico. «È stato lui a credere fin dall'inizio nel progetto. Poi, con l'inserimento dei giocatori più esperti, è stato bravo a trovare l'equilibrio giusto. In un campionato come l'Eccellenza, questo fa la differenza».Il quinto posto finale ha il sapore della storia per una piazza come Spinazzola, abituata negli ultimi anni a lottare per la salvezza.
Eppure, il sogno play-off è rimasto lì, a pochi punti. «C'è un po' di rammarico, ma la regola dei sette punti è chiara e giusta. Se il distacco è così ampio, vuol dire che i valori sono diversi».
Oltre ai risultati, però, c'è un aspetto che il direttore sportivo tiene a sottolineare con forza: il legame con il territorio. «Questo progetto nasce grazie all'amministrazione comunale sindaco, agli sponsor. E soprattutto grazie alla nostra gente».
Fondamentale anche il ritorno a giocare in casa. «Da metà ottobre siamo tornati a Spinazzola e lì abbiamo sentito davvero il calore del pubblico. Gli ultras sono stati il nostro dodicesimo uomo».
Un entusiasmo che ora apre nuovi scenari. «Siamo un paese di 5.000 abitanti e già essere in Eccellenza è un traguardo. Dopo questa stagione, però, è normale alzare l'asticella. Tutto dipenderà dalle risorse e dal sostegno degli sponsor. Sul futuro, invece, ancora nessuna decisione definitiva.
«A fine stagione faremo le nostre valutazioni, sia con il mister che con i ragazzi. Dopo un'annata del genere è normale che ci siano richieste».
Intanto, però, resta il dato più importante: lo Spinazzola non è più solo una squadra che punta alla salvezza, è una realtà che può guardare avanti e ambire a traguardi ancora più importanti.
«Siamo arrivati quasi all'ultimo giorno senza sapere se saremmo riusciti a iscrivere la squadra. I costi dell'Eccellenza sono importanti, ma grazie al sostegno dell'amministrazione e degli sponsor siamo riusciti a partire». Un progetto costruito inizialmente su una linea chiara: puntare sui giovani. Una scelta coraggiosa, con una rosa dall'età media bassa (24 anni di media) che ha però richiesto aggiustamenti in corsa.
«Abbiamo capito subito che il campionato era molto impegnativo. Con l'arrivo di nuove risorse siamo intervenuti sul mercato , nella sessione invernale, inserendo giocatori di esperienza che ci hanno permesso di alzare il livello della squadra». Ed è lì che cambia la stagione. Lo Spinazzola trova continuità, inanella una lunga serie di risultati utili e cambia marcia. «Abbiamo fatto dieci risultati consecutivi senza perdere. In quel momento abbiamo acquisito consapevolezza, scalando posizioni in classifica, e abbiamo iniziato a crederci davvero».
Determinante anche il lavoro di mister Di Domenico. «È stato lui a credere fin dall'inizio nel progetto. Poi, con l'inserimento dei giocatori più esperti, è stato bravo a trovare l'equilibrio giusto. In un campionato come l'Eccellenza, questo fa la differenza».Il quinto posto finale ha il sapore della storia per una piazza come Spinazzola, abituata negli ultimi anni a lottare per la salvezza.
Eppure, il sogno play-off è rimasto lì, a pochi punti. «C'è un po' di rammarico, ma la regola dei sette punti è chiara e giusta. Se il distacco è così ampio, vuol dire che i valori sono diversi».
Oltre ai risultati, però, c'è un aspetto che il direttore sportivo tiene a sottolineare con forza: il legame con il territorio. «Questo progetto nasce grazie all'amministrazione comunale sindaco, agli sponsor. E soprattutto grazie alla nostra gente».
Fondamentale anche il ritorno a giocare in casa. «Da metà ottobre siamo tornati a Spinazzola e lì abbiamo sentito davvero il calore del pubblico. Gli ultras sono stati il nostro dodicesimo uomo».
Un entusiasmo che ora apre nuovi scenari. «Siamo un paese di 5.000 abitanti e già essere in Eccellenza è un traguardo. Dopo questa stagione, però, è normale alzare l'asticella. Tutto dipenderà dalle risorse e dal sostegno degli sponsor. Sul futuro, invece, ancora nessuna decisione definitiva.
«A fine stagione faremo le nostre valutazioni, sia con il mister che con i ragazzi. Dopo un'annata del genere è normale che ci siano richieste».
Intanto, però, resta il dato più importante: lo Spinazzola non è più solo una squadra che punta alla salvezza, è una realtà che può guardare avanti e ambire a traguardi ancora più importanti.