Cantina, botti di vino
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Il coronavirus lascia troppo vino invenduto nelle cantine

Necessario aiuto regionale per distillazione, stoccaggio privato e sostegni a fondo perduto

Elezioni Regionali 2020
Per effetto del Covid e dei 3 mesi di lockdown le cantine in Puglia sono piene di vino, con la necessità di liberarle prima che parta la vendemmia. È l'analisi di Coldiretti Puglia sulla base dei dati di Cantina Italia dell'Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Ministro delle Politiche Agricole, secondo cui la quantità di vino al 24 giugno presente nelle cantine è pari al 20% in più rispetto allo stesso periodo del 2018.

«In Europa si brinda solo in farmacia con l'inizio della distillazione del vino partita dalla Francia. Se i viticoltori francesi potranno destinare alla distillazione sia vini comuni che quelli per le denominazioni di origine come lo champagne – segnala Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - in Italia il provvedimento riguarda solo i vini comuni e viene accompagnato da interventi previsti dal Dl rilancio come la diminuzione volontaria delle rese per ridurre le rese di quelli di qualità. Interventi ancora insufficienti, sui quali si registra un pesante ritardo nell'attuazione a quasi due mesi dall'inizio della vendemmia quando sarà necessario aver già liberato posto per il vino nuovo nelle cantine. La Regione Puglia può intervenire direttamente per sostenere il settore, scegliendo su quali misure dirottare gli interventi di sostegno, come un contributo aggiuntivo sulla distillazione dei vini, lo stoccaggio privato e sostegni a fondo perduto alle imprese vitivinicole e cantine», afferma il presidente Muraglia.

Dopo il lungo periodo di chiusura – aggiunge Coldiretti Puglia - vanno promosse le 27 DOC, 4 DOCG e 6 IGP denominazioni di vino Made in Italy che offre la Puglia che da gennaio a marzo 2020 segnava un aumento dell'esportazioni del 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, secondo i dati ISTAT - Coeweb.

«Abbiamo chiesto che le misure messe a punto dalla Regione Puglia premino la modalità di aiuto dello stoccaggio, il percorso più utile anche declinato nella forma di immagazzinamento di prodotto imbottigliato, oltre al fondo perduto per le aziende che abbiano registrato un calo del fatturato almeno del 30%. È utile precisare che quanto più bassa sarà la dotazione tanto meno spazio ci sarà per la diluizione verso altre misure e che sarà necessario mettere un tetto alle richieste, in modo da favorire i produttori medio-piccoli», spiega Gianni Cantele, responsabile della Consulta vitivinicola di Coldiretti Puglia.

Ad essere colpita – continua la Coldiretti - è stata soprattutto la vendita di vini di alta qualità che trova un mercato privilegiato di sbocco in alberghi e ristoranti in tutto il mondo. Ad aumentare notevolmente sono state le giacenze dei vini più blasonati con il risultato che quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) secondo l'indagine Coldiretti/Ixe' hanno registrato un deciso calo del fatturato con l'allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano.

«Le vigne non si sono fermate e per assicurare una perfetta ripresa delle cantine, dopo il lungo lockdown, vanno attivate – insiste il presidente Cantele - campagne promozionali forti sui mercati internazionali e nazionali».

L'Iva agevolata e un credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi Covid -19 sono alcune delle proposte formulate dalla Coldiretti che ha presentato al Governo e alla Regione Puglia il 'Piano Salva Vigneti' ed è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti. Ma serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che – conclude la Coldiretti – rappresenta da sempre all'estero un elemento di traino per l'intero Made in Italy, alimentare e non.
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