Pale eoliche
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Cronaca

La nuova minaccia per il territorio di Spinazzola si chiama eolico

In corso tre procedure di VIA. Venti consiglieri regionali richiedono audizione in V Commissione

Sono tre le nuove minacce che incombono sul territorio di Spinazzola, costretto a doversi continuamente guardare alle spalle dalla possibilità di veder deturpato il proprio patrimonio paesaggistico, questa volta per l'implementazione di impianti eolici. È stata richiesta, infatti, Valutazione di Impatto Ambientale per tre diversi progetti infrastrutturali, attualmente in corso di verifiche.

Il primo progetto risale al 2018, proposto da RC Wind S.r.l. riguarda un parco eolico on-shore, composto da 9 aerogeneratori di potenza complessiva di 32,4 MW e infrastrutture connesse. Dopo il 12 aprile 2019, data di scadenza per la presentazione di osservazioni è stato avviato il VIA che ha ottenuto al momento parere positivo da parte del CTVIA ma negativo da parte del MIBACT lo scorso 29 maggio 2020. Attualmente in attesa determinazioni Ufficio di Gabinetto.

Sono invece state avviate entrambe il 15 gennaio 2020 le procedure di Via per due progetti dell'ente proponente - ITW Spinazzola 1 S.r.l. per cui si è in attesa del parere dell'istruttoria tecnica CTVIA. Il primo consiste in un impianto eolico composto da 11 aerogeneratori per una potenza complessiva di 70 MW, da realizzarsi nel territorio comunale di Spinazzola (BAT), con opere accessorie ricadenti nel comune di Montemilone (PZ).

Il secondo prevede invece un impianto eolico composto da 7 turbine, per una potenza complessiva di 45 MW, da realizzarsi nel comune di Spinazzola (BAT), nella località Masseria Colangelo", con opere accessorie da realizzarsi nel comune di Genzano di Lucania (PZ).

I dettagli e la documentazione delle procedure sono disponibili sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Mare e del territorio. "Tutela" che, però, per il territorio di Spinazzola sembra un diritto sottovalutato date le annose battaglie per difenderlo dai tentativi di realizzazione di tre impianti fotovoltaici oltre che di una discarica in località Grottelline, a cui il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha detto "no" lo scorso mese di giugno. Era il 2 aprile 2020 quando la sentenza del Consiglio di Stato n. 2235/2020 metteva la parola fine a un lungo contenzioso e a numerose battaglie per tutelare l'agro compreso fra Spinazzola e Minervino Murge impedendo la realizzazione di tre impianti fotovoltaici in totale, proposti dalla società Agrienergy di Bari S.r.l., dalla Solare di Minervino S.r.l. e la Enersole di Spinazzola S.r.l.

Ora la minaccia si chiama eolico e l'auspicio è, ancora una volta, che venga tutelato il patrimonio ambientale, naturalistico, paesaggistico, storico e faunistico del nostro territorio che attira anche l'attenzione del cinema italiano proprio per l'incomparabilità della sua ricchezza.

Proprio sulla questione del fotovoltaico ed eolico "selvaggio" intervengono anche diversi esponenti politici: 20 consiglieri regionali (centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle) e due presidenti di Provincia, che hanno sottoscritto una richiesta di audizione alla Regione Puglia, in V Commissione consiliare.

«Una richiesta trasversalmente condivisa – che unisce politica e istituzioni, mondo accademico e produttivo, ambientalisti e addetti ai lavori – in difesa dell'ambiente e della bellezza del nostro territorio, per porre un argine al dilagare di impianti fotovoltaici ed eolici e trovare convergenza su regole severe contro il proliferare di campi fotovoltaici e torri eoliche, che stanno abbrutendo il nostro paesaggio» - come ha dichiarato Paolo Pagliaro, capogruppo LPD (La Puglia Domani) in Consiglio regionale, primo firmatario della richiesta.

Una battaglia ambientale che non ha colore politico, né steccati ideologici. «La Puglia è prima in Italia per potenza di impianti fotovoltaici ed eolici installati, come risulta dai dati aggiornati al 30 novembre 2018 del Sistema GAUDI (Gestione delle Anagrafiche Uniche Degli Impianti di produzione e delle relative unità) istituito nel 2010».

In relazione al fotovoltaico, la nostra regione è in testa per potenza installata per chilometro quadrato: la densità di energia prodotta dal sole è più che doppia rispetto alla media nazionale. Stessa situazione per l'eolico: con 92 impianti sopra i 10 MW ed una produzione di 2,5 GW, la Puglia detiene la quota di potenza eolica maggiore installata in Italia (il 24,8% del totale).

«Solo per il fotovoltaico – aggiunge Pagliaro – ci sono richieste in attesa di Via della Regione Puglia per una potenza complessiva di 508 MW, su una superficie di ben 856 ettari. In questi numeri non sono compresi né gli impianti sotto 1 MW (per i quali sono competenti i Comuni con procedure semplificate), né le opere connesse (cavidotti, piste di servizio e sottostazioni di trasferimento).

Con la nostra richiesta di audizione
– precisa – vogliamo porre la questione al centro dell'agenda politica regionale, perché è dovere dei decisori politici mettere dei paletti in un settore tanto delicato, che sta minando gli equilibri già precari del nostro territorio. È tempo di un "tagliando" al PPTR, che preveda specifici vincoli all'insediamento di impianti fotovoltaici nelle zone agricole dei PRG e dei PUG dei comuni pugliesi. Basta con il consumo indiscriminato di suoli agricoli, sottratti alle coltivazioni.

Altrettanto urgente appare la modifica e l'aggiornamento del PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) in approvazione, ormai superato, introducendo norme più stringenti sulla produzione di energia elettrica a livello industriale con il fotovoltaico sui campi, ed incentivando invece il fotovoltaico sui tetti e per le famiglie e le unità condominiali. Questa è una strada da battere, dal momento che il progresso tecnologico ha reso il fotovoltaico sui tetti ad impatto pressoché zero».


«Corpulenti interessi privati non possono prevalere sull'interesse pubblico a difendere il nostro territorio. – conclude Pagliaro – Ci aspettiamo un confronto franco e risposte chiare da parte di Soprintendenza, assessori all'Ambiente e alle Politiche agricole, dirigenti della sezione Tutela e valorizzazione del paesaggio e del servizio Via, con il contributo di tutti i portatori d'interesse che abbiamo coinvolto nella nostra iniziativa».
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