Chiusura PPI, M5S: "Parlare di potenziamento è una offesa ai cittadini"

Le consigliere pentastellate attaccano Emiliano

martedì 16 luglio 2019 14.07
"Far passare per potenziamento quello che di fatto è un ulteriore impoverimento della sanità nella BAT è un'offesa per i cittadini". Lo dichiarano le consigliere comunali di Spinazzola Anna Serchisu e Maria Carbone e la consigliera regionale Grazia di Bari in seguito alla chiusura del Punto di Primo Intervento di Spinazzola, sostituito da un'ambulanza medicalizzata fissa e da un'auto medicalizzata.

"Una chiusura - continuano le consigliere cinquestelle - che va ad aggiungersi a quella prevista per Canosa e ad altri tagli operati dalle precedenti amministrazioni che di fatto hanno falcidiato l'assistenza nel nostro territorio, senza intervenire con i previsti potenziamenti in tutta la zona e operare una ristrutturazione delle infrastrutture e costruire il centro di secondo livello ad Andria di cui il territorio della Bat avrebbe bisogno. Il rilancio del territorio non può fare a meno di una viabilità sicura e della sanità garantita. Impensabile pure attendersi un servizio con l'elisoccorso, altrove previsto, ma del quale Emiliano sembrava non ricordarsi nemmeno nonostante l'emendamento dal M5S in Consiglio Regionale. L'assessore regionale alla Sanità invece di chiedere scusa per questo scempio, durante l'incontro a Spinazzola dello scorso 9 luglio ha soltanto accusato noi di allarmismo, non confrontandosi neanche con gli operatori del 118. Non è ammissibile far passare come pericolosi i pronto soccorso, come ha detto Emiliano, pur di rendere accettabile una scelta che si basa solo ed esclusivamente sui numeri ed è scellerata per Spinazzola. È già successo che l 'equipe del 118 si sia dovuta spostare per una emergenza a Minervino, lasciando in città solo il medico di guardia ( presente a partire dalle 20.00 alle 8.00 e prefestivi e festivi h24) e due infermieri per l'ambulanza India. E se ci fosse stata un'emergenza su Spinazzola? L'ambulanza medicalizzata sarebbe dovuta arrivare da un altro paese, con l'attesa dei tempi necessari. Il 118 è mobile per natura anche se la postazione si vuole dire fissa. Quando parte la MIKE (ambulanza medicalizzata fissa), sul territorio di Spinazzola le emergenze non sono più coperte. Ora come di può parlare di servizio potenziato?".

Le pentastellate chiedono alla Regione di predisporre una deroga alla chiusura del PPI, facendo leva sulla legge che permette dei margini di manovra per i territori più svantaggiati. La consigliera Serchisu ricorda la delibera del Consiglio comunale n.19 del 27/04/2017 in cui all'unanimità si chiedeva ad Emiliano, in qualità di Presidente di Regione e di Assessore alla sanità, di revocare la riconversione che tanto avrebbe potuto danneggiare Spinazzola minacciando di adire le vie legali in caso di diniego. Invece, nessuna risposta.

"Possibile - incalzano - che il M5S sia l'unica forza politica a ricordarla? Ci si è dati tanto da fare per la transazione dell'immobile Contini finalizzata alla costruzione da parte dell'ASL di un complesso che ospiterà la Rems e non si è pensato che anche in questa prospettiva Spinazzola avrebbe avuto la necessità di mantenere almeno un PPI? Si è tolto senza dare. Si parla tanto dei CTP ( Centri Polifunzionali Territoriali )in cui i medici di medicina generale di base, insieme ad infermieri e collaboratori dovrebbero offrire assistenza domiciliare e la diagnostica di I livello attraverso la telemedicina, prelievi e medicazioni per 12 ore al giorno, ma nulla si è mosso in questa direzione Emiliano ha detto che a Spinazzola forse verrà medicalizzata la seconda ambulanza. Vogliamo credergli? Comunque un altro medico sulla seconda ambulanza significherebbe altro personale nell'organico regionale, e precisamente altre cinque unità per permettere la turnazione dei medici. A questi va aggiunto anche un altro infermiere. Ma allora, non sarebbe stato preferibile lasciare il PPI? I costi sarebbero gli stessi. una situazione ulteriormente aggravata dalla riduzione di alcuni servizi come quello della dialisi, passato da 6 a 4 giorni settimanali a causa dell'esternalizzazione. Mancano al momento il ginecologo e l'allergologo, si sono ridotte drasticamente le ore di ortopedia ( 3 ore a settimana contro le 14 precedenti) mentre la radiologia conta solo su una unità rispetto alle le due presenti fino a qualche tempo fa e può effettuare solo 4 ecografie a settimana contro le 16 precedenti, tanto che è quasi impossibile prenotare. Se per Emiliano questo vuol dire tutelare la salute dei pugliesi non possiamo che essere preoccupate".